Pratolungo

Il toponimo Pratolungo deriva dalla conformazione dell’appezzamento in prossimità della Cascina.

Si tratta di un terreno di medio impasto con marna calcarea di colore blu intenso a circa un metro dal suolo di lavorazione. L’altitudine di tale appezzamento va da 240 a 260 mt. s.l.m. e la sua esposizione è a sud-ovest, all’interno di un anfiteatro naturale. Tali condizioni donano alle vigne la capacità di maturare i grappoli in maniera costante, conferendo al Pinot Nero ivi prodotto una naturale eleganza e freschezza.


Le viti sono coltivate a spalliera con sistema di allevamento a guyot, avente sesto d’impianto di 2.40 X 0.80 mt. La lavorazione dei terreni viene effettuata con l’ausilio di macchine agricole e con forza manuale. Non sono utilizzati diserbanti e non è praticata alcuna irrigazione. I grappoli di Pinot Nero, raccolti manualmente, sono riposti in cassette da 20 kg per preservarne la qualità.